INTOLLERANZA ALIMENTARE NEL CANE E NEL GATTO: LA DIETA PRIVATIVA



Intolleranza Alimentare: Dieta Ipoallergenica o Dieta Privativa o Dieta ad Eliminazione

Questa breve relazione ha lo scopo di informare i proprietari di cani e gatti su che cosa si intende quando si parla di dieta ipoallergenica e di diagnosi di intolleranza alimentare. Ho sentito l'esigenza di pubblicare queste informazioni perchè ho constatato che esiste una diffusa disinformazione a proposito della diagnostica delle intolleranze e che purtroppo a volte il veterinario di fiducia non è in grado di trasferire al cliente delle informazioni scientifiche che pure sono indispensabili per ottenere la collaborazione del proprietario nel raggiungimento della diagnosi.

Premessa. Come le persone, anche il gatto e il cane possono sviluppare intolleranza nei confronti di uno o più componenti della loro ABITUALE alimentazione. La comparsa dei primi sintomi è generalmente improvvisa:
l’animale risulta improvvisamente intollerante a qualcosa che ha “sempre” mangiato.
Le obiezioni più comuni del proprietario, quando inizio a spiegare i fondamenti dell'intolleranza alimentare, sono due: la prima è "ha sempre mangiato questa stessa cosa, quindi non può essere allergico proprio a questo". La seconda obiezione è "ho sempre variato le marche e i tipi di pappa, quindi non può essere allergico a niente".
La risposta a queste obiezioni è la seguente: l'intolleranza alimentare nel cane e nel gatto PRESUPPONE UNA MEMORIA IMMUNITARIA. Il cane e il gatto CON IL TEMPO SI SONO SENSIBILIZZATI a qualche fonte proteica che hanno sempre frequentato. Hanno sempre mangiato il pollo? Allora possono essere diventati intolleranti al pollo. Non hanno mai mangiato cavallo? Allora non possono essere intolleranti al cavallo.

DIARREA, VOMITO O PRURITO??
Le manifestazioni dell’intolleranza alimentare possono essere CUTANEE o GASTROENETRICHE. Quelle cutanee comprendono prurito, eccessivo lambimento e mordicchiamento della cute con conseguente perdita di pelo in alcune aree del corpo, dermatiti di vario tipo, otiti e nel gatto anche lesioni sulle labbra. Le manifestazioni gastroenteriche, che possono coesistere oppure no con le manifestazioni cutanee, comprendono solitamente diarrea e occasionalmente anche disappetenza e vomito. Il vomito è un sintomo che verifico soprattutto nel gatto. Nel gatto persiano ho avuto modo inoltre di osservare emorragie rettali (un caso) e emorragie del cavo orale (un caso) che hanno risposto alla dieta ipoallergenica.
E' riportata anche l'epilessia idiopatica come rara manifestazione di intolleranza alimentare.

Le manifestazioni dell’intolleranza alimentare possono essere scatenate dall’ingestione di qualsiasi alimento del quale il gatto o il cane si è già nutrito. Generalmente si tratta di BOVINO, POLLO, PESCE, LATTE, UOVA, SOIA, FRUMENTO, MAIS, RISO.

Le manifestazioni dell’intolleraza alimentare non sono correlate alla quantità dell’alimento ingerito, ma alla sua qualità: anche in presenza di minime concentrazioni, l’alimento al quale l’animale è intollerante riesce a scatenare la sintomatologia.
L'esempio che faccio con i miei clienti è il seguente: se una persona è allergica ai gamberetti, non solo non può mangiarsi un bel cocktail di scampi, ma non può nemmeno assaggiare un pezzettino piccolissimo di gambero. In allergologia non è la dose a fare il veleno!
In allergologia vige l'effetto domino: una minuscola quantità può determinare la risposta massiva, al 100%, del sistema immunitario. E' un tipo di risposta "tutto o nulla".

Perchè è importante capire questo? Perche la terza obiezione del cliente è "ma il mio gatto mangia da sempre solo i croccantini al manzo, quindi non può essere allergico al pollo! Il pollo lo escludiamo subito dalla lista!" E io rispondo: "ma lei ha mai letto gli ingredienti di questi croccatini al manzo? Se li legge, vedrà che ci sarà un 4% di manzo. Poi c'è farina di pesce, farina di pollo, mais, bietola, riso, grassi animali non ben specificati, uova...solo per cominciare"
Allora: gli alimenti commerciali contengono una miscela fatta di molteplici fonti proteiche e zuccherine, provenienti da diverse origini, per cui quasi tutti gli alimenti commerciali possono sostenere i sintomi dell’intolleranza alimentare. E' infatti probabile che l’alimento al quale un cane o un gatto è allergico rientri nella miscela di prodotti che compongono una qualsiasi dieta per animali (riso, pollo, manzo, pesce, barbabietola, ecc).

DIAGNOSI DI INTOLLERANZA ALIMENTARE: LA DIETA AD ELIMINAZIONE
Nei nostri animali gli esami del sangue non riescono ad individuare l’esatta sostanza che determina intolleranza alimentare: non c'è sufficiente correlazione tra i risultati delle prove allergologiche su sangue e la reale risposta intollerante dell'organismo verso un allergene alimentare.
Per questo motivo nel cane e nel gatto l’unico modo per ottenere una diagnosi certa di intolleranza alimentare è somministrare una dieta che sia libera al 100% da sostanze verso le quali l’animale può avere sviluppato l’intolleranza, cioè libera al 100% da sostanze delle quali il nostro animale si è sempre (o spesso) nutrito.
Questa dieta viene chiamata in vari modi, che possiamo considerare tutti sinonimi. Essi sono:

dieta sottrattiva, dieta ad eliminazione, dieta privativa, dieta ipoallergenica.
La dieta ad eliminazione può essere comprata nei negozi (dieta ad eliminazione commerciale) o fatta in casa (dieta ad eliminazione casalinga). Esistono diete ipoallergeniche commerciali formulate appositamente per fornire all’animale una fonte alimentare alla quale il cane o il gatto difficilmente può essere allergico (ad esempio: agnello + orzo, cavallo + patate, cervo + patate) ed esistono inoltre diete ipoallergeniche formulate con alimenti comuni quali il pollo, trattati però in modo da non poter essere assolutamente allergenici: in questo caso si chiamano diete a base di idrolisati proteici. Le diete disponibili attualmente per il cane sono: d/d Hill’s, z/d Hill’s, Hypoallergenic Royal Canin, HA Purina, LB Dermatosis Eukanuba, Solo Quaglia ICF, Venice and Potato Baubon, Fish and Potato Baubon. Le diete disponibili attualmente per il gatto sono: d/d Hill’s, z/d Hill’s, Hypoallergenic Royal Canin, HA Purina, LB Dermatosis Eukanuba, Solo Quaglia ICF. E’ necessario che la scelta della dieta venga concordata con il veterinario.
E’ possibile formulare diete ipoallergeniche casalinghe con una fonte proteica che l’animale non ha mai assunto nella sua vita (o almeno non in modo continuativo) associata ad una fonte zuccherina anch’essa “sconosciuta” al sistema immunitario dell’animale. Tradizionalmente queste diete sono costituite da cavallo e patata o da agnello e patata, ma la migliore secondo me è maiale e patata. Il maiale è una carne molto gradevole al palato (non è dolce come il cavallo, che al gatto non piace), facilissima da reperire anche come trita al supermercato e decisamente democratica (economica).
La dieta casalinga viene considerata più affidabile e sicura, ai fini della diagnosi, rispetto a quella commerciale, che tuttavia può essere preferibile per motivi di ordine pratico e per il fatto di essere più bilanciata dal punto di vista proteico, minerale e vitaminico.

Come si ottiene la diagnosi di intolleranza alimentare? Dopo 6-8 settimane di dieta ad eliminazione si valuta la risposta: se il gatto o il cane era affetto da intolleranza alimentare e se la dieta è stata eseguita in modo impeccabile, l’animale sarà libero o quasi dalla diarrea o dalla dermatite. Se si è verificata la guarigione in seguito alla dieta, l’intolleranza alimentare, che prima costituiva una diagnosi di sospetto, ora è una diagnosi di certezza.

Se NON si è verificata la guarigione in seguito alla dieta, l’intolleranza alimentare che prima costituiva una diagnosi di sospetto, ora può essere esclusa come possibile causa della sintomatologia del cane o del gatto. Si deve cercare altrove.

Come si trova l’ingrediente colpevole dell’intolleranza alimentare? Se la dieta ad eliminazione ha guarito tutti i sintomi, a questo punto dobbiamo scoprire cosa in realtà li aveva scatenati, quei sintomi. Si procede così: viene integrato alla dieta un nuovo componente al quale il gatto o il cane potrebbe essere allergico (ad esempio il pollo) e lo si somministra insieme alla dieta ipoallergenica. Se per due settimane consecutive non si verifica alcuna comparsa della sintomatologia vuol dire che il pollo non è causa di intolleranza e quindi si testa un nuovo alimento (ad esempio il manzo). Se, al contrario, compare prurito si interrompe immediatamente la somministrazione di pollo (che a questo punto è sicuramente un responsabile dell’intolleranza), si riprende con la dieta ipoallergenica fino alla scomparsa del prurito e quindi si testa il successivo alimento (manzo).

CAUSE DI INSUCCESSO (FALSI NEGATIVI) DELLA DIETA AD ELIMINAZIONE
Cos’è un FALSO NEGATIVO? Si tratta dell’esito negativo di un test, che però è risultato negativo solo per errore. Il test non ha funzionato e quindi ci ha dato una risposta alla quale noi non dovremmo credere. Ad esempio: questo cane è allergico solo al pollo, eppure con la dieta ad eliminazione la sua dermatite non è affatto migliorata. Come mai? Cosa è successo?E’ successo che mentre io diventavo matto per condurre la dieta nel migliore dei modi, ai giardinetti c’era un proprietario di cane che abitualmente somministrava dei piccoli premi sotto forma di biscottini sia al suo cane sia al mio.La dieta ad eliminazione (ossia la somministrazione della sola carne di cavallo o della sola carne di agnello o della sola carne di maiale) va protratta per un periodo di 6-8 settimane CONSECUTIVE.
Poiche la risposta “intollerante” non è correlata alla quantità, ma è correlata alla qualità, anche la piccolissima concessione di un alimento diverso (un pezzettino piccolissimo di pollo, una briciola di biscotto, una goccia di latte, ecc.) rende COMPLETAMENTE INUTILI tutti gli sforzi e i sacrifici che presumibilmente sono stati fatti precedentemente alla “caritatevole” concessione dello spuntino.
La dieta ad eliminazione comporta sacrifici per i proprietari e in una certa misura anche per l’animale, che si ritrova a dover mangiare un alimento piuttosto monotono e a volte non troppo appetitoso. E’ per questo che conviene a tutti (animali e proprietari) che la dieta venga condotta in modo rigoroso, una sola volta, per 6-8 settimane consecutive, di modo che sia diagnostica una volta per tutte e al di là di ogni ragionevole dubbio.
Tuttavia la maggior parte dei casi di insuccesso della dieta ad eliminazione e di mancato raggiungimento della diagnosi sono dovuti all’incapacità da parte di alcuni o di tutti i membri della famiglia di comprendere l’importanza che ha evitare qualsiasi ‘spuntino’ e alla difficoltà a credere che l’ottenimento di una diagnosi permetterà al proprio animale di avere una migliore qualità di vita, tanto da giustificare i sacrifici imposti dalla dieta.
E se ho due animali conviventi che si rubano la pappa a vicenda? E' un problema più che altro di chi ha due o più gatti. I gatti fanno una dozzina di micropasti al giorno e mangiano indifferentemente da tutte le ciotoline presenti in casa. In questa situazione, per garantire che la dieta venga seguita perfettamente dall'animale malato, è ncessario mettere a dieta anche tutti gli altri. Cosi' non c'è alcun problema.

CAUSE DI FALSI NEGATIVI NON CAUSATI DA ERRORI DELLA DIETA
La dieta è stata condotta rigorosamente, senza una pecca. Il mio animale è molto migliorato, senza tuttavia guarire completamente. Come mai?Questa eventualità, non rarissima ma nemmeno troppo frequente, si verifica quando sono presenti contemporaneamente due o più differenti malattie allergiche. Ad esempio se il cane è intollerante al pollo ed è allergico anche all’acaro della polvere, allora è possibile che in corso di dieta ad eliminazione si assista ad una notevole attenuazione del prurito, che tuttavia non scompare completamente. Se il cane è intollerante al pollo, allergico all’acaro della polvere e allergico anche al polline dell’Ambrosia, è possibile che in corso di dieta il prurito si attenui o scompaia durante l’autunno o l’inverno, ma che si ripresenti in forma più o meno grave in primavera ed estate, quando fiorisce l’Ambrosia.

ALCUNI ESEMPI DI CASI DI INTOLLERANZA ALIMENTARE.
Ciccio
. E' un gatto portoghese (recuperato in Portogallo da mio fratello nel 2000) che all'età di 8 mesi si è ammalato di granuloma lineare e ulcera indolente del labbro superiore (complesso del granuloma eosinofilico). Dopo una serie di prove e test ho scoperto che si trattava di intolleranza alimentare. E' guarito con LB Dermatosis Eukanuba (agnello e orzo). I test di provocazione hanno poi consentito di individuare nel riso l'agente responsabile. Una volta a mio fratello cadde un biscotto della colazione per terra. Ciccio leccò le briciole dal pavimento e dopo poche ore il labbro superiore era gonfio. Il giorno dopo erano già ricomparse le ulcere. Quell'episodio me lo ricordo sempre come un esempio incredibile di "risposta tutto o nulla" del sistema immunitario. Ciccio è guarito dal complesso del granuloma eosinofilico durante il secondo anno di vita. E' un evento descritto quando la malattia è giovanile. Questo tipo di granuloma eosinofilico, che compare nel gattino e poi guarisce, viene detto anche "familiare".
Tata. E' un cane femmina di due anni, incrocio da caccia a pelo medio, tipo Breton. Appartiene ad una mia cliente, che si occupa del cane in modo splendido. Tata è allergica probabilmente a molte fonti proteiche e a diverse fonti di carboidrati. Sicuramente al riso. Le sue manifestazioni sono sia cutanee (forfora, prurito), sia gastroenteriche (diarrea) e compaiono con tutte le diete commerciali ipoallergeniche, sia idrolisate, sia con fonti proteiche alternative. Il cane con il d/d Hill's va in diarrea, con l'Hypoallergenic della Royal si gratta e va in diarrea, con FP Dermatosis Eukanuba, Forza 10, HA Purina abbiamo avuto risultati disastrosi.
I sintomi sono scomparsi finalmente alimentando il cane con maiale e patate. Ho provato a far aggiungere alla dieta dell'olio vegetale, ma i sintomi sono comparsi nuovamente. Tata è attualmente sotto cura e sta bene.
Gatto Persiano. Non ne ricordo il nome. Era una bella squama di tartaruga che presentava un sintomo strano. I proprietari avevano notato che la gatta perdeva sangue dal retto. Portata alla veterinaria curante, questa aveva dato poca importanza al fenomeno. Io ho visto il gatto nel 2005, come secondo o terzo parere. Ho eseguito una citologia rettale e ho verificato la presenza del sanguinamento. Avendo escluso con l'esame delle feci una parassitosi e con l'ispezione rettale la presenza di neoformazioni rettali, ho proposto ai clienti la dieta, spiegando loro che se non avesse funzionato avremmo dovuto fare una retto-colonscopia. Il sintomo è andato in remissione con l'Hypoallergenic Royal canin (idrolisato proteico e riso).
Zeus ed Ettore. Zeus è' un simpatico Bulldog inglese di 7 anni. Il suo sintomo principale era la flatulenza, ma occasionalmente compariva diarrea e seborrea con piodermite superficiale. Il proprietario ha risolto da solo, non era ancora mio cliente, con una dieta particolare, Forza 10. Contiene una sola fonte proteica costituita dal pesce oceanico. Non si tratta di una vera dieta ipoallergenica, ma in alcuni casi risolve sia problemi dermatologici sia disturbi gastroenterici. Zeus è uno dei miei cani preferiti, perchè è una potenza della natura con l'animo di un cucciolo.
Ettore è un Boxer fulvo maschio bellissimo. Il problema manifestato dai proprietari era che non si riusciva a farlo ingrassare. Pur essendo molto alto e di ossatura robusta, non riusciva a superare i 29 Kg e in effetti appariva molto magro. Gli altri sintomi erano la flatulenza e l'iperdefecazione (defecava 5-6 volte al dì, anche se le feci erano formate). In questo caso ho deciso di provare con il Forza 10 in quanto, sebbene il cane abbia risposto perfettamente fin dall'inizio agli idrolisati proteici come il d/d Hill's, abbiamo preferito in seguito optare per un alimento meno costoso. Ora il cane sta bene, è in ottima forma e lo vedo tutti gli anni solo per il vaccino e la profilassi contro la filaria.
Micia.
E' un'anziana gattina che d'improvviso ha iniziato a presentare alopecia del ventre e dei fianchi (assenza del pelo sulla pancia). Secondo la proprietaria la caduta del pelo era spontanea, ma io le ho dimostrato attraverso un tricogramma che in realtà il pelo veniva meno a causa dell'azione traumatica della lingua. In pratica Micia passava molte ore a leccarsi la pancia e questo procurava l'alopecia. Perchè Micia si leccava? Erano solo due le risposte possibili: o si trattava di un disturbo comportamentale oppure si trattava di prurito. Una volta esclusa la presenza di parassiti o infezioni che potessero dare prurito ho proposto alla proprietaria (convinta che Micia fosse solo un po' "stressata") un test. Abbiamo somministrato a Micia una piccola quantità di prednisone: il pelo cominciò subito a ricrescere. Questo espediente mi è servito per convincere la proprietaria che poteva trattarsi solo di una forma allergica (altrimenti il pelo non sarebbe ricresciuto con il prednisone) e che quindi valeva la pena di sottoporre Micia alle fatiche della dieta privativa. Ora Micia sta bene e come si vede dalla seconda fotografia il suo pelo è ricresciuto completamente. Si alimenta solo con Hypoallergenic Royal Canin da due anni.




Dott.ssa Nicoletta Bevere, Medico Veterinario, Milano

Aggiornato Settembre 2007